Vi invitiamo ad esplorare liberamente il nostro sito e ad esaminare senza pregiudizi il messaggio che vi proponiamo. E' lo stesso messaggio eterno di cui parla la Bibbia quando dice:

"...poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo e che aveva l'evangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni, nazione tribù, lingua e popolo" (Apocalisse 14:6).



L’adorazione

Salmo.84

1 Oh, quanto sono amabili le tue dimore, SIGNORE degli eserciti!

2 L'anima mia langue e vien meno, sospirando i cortili del SIGNORE; il mio cuore e la mia carne mandano grida di gioia al Dio vivente.

3 Anche il passero si trova una casa e la rondine un nido dove posare i suoi piccini... I tuoi altari, o SIGNORE degli eserciti, Re mio, Dio mio!...

4 Beati quelli che abitano nella tua casa e ti lodano sempre!

5 Beati quelli che trovano in te la loro forza, che hanno a cuore le vie del Santuario!

6 Quando attraversano la valle di Baca essi la trasformano in luogo di fonti e la pioggia d'autunno la ricopre di benedizioni.

7 Lungo il cammino aumenta la loro forza e compaiono infine davanti a Dio in Sion.

8 O SIGNORE, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera; porgi orecchio, o Dio di Giacobbe!

9 Vedi, o Dio, nostro scudo, guarda il volto del tuo unto!

10 Un giorno nei tuoi cortili val più che mille altrove. Io preferirei stare sulla soglia della casa del mio Dio, che abitare nelle tende degli empi.

11 Perché Dio, il SIGNORE, è sole e scudo; il SIGNORE concederà grazia e gloria. Egli non rifiuterà di far del bene a quelli che camminano rettamente.

12 O SIGNORE degli eserciti, beato l'uomo che confida in te!

 

Introduzione:

Fin dall'inizio della storia, l'uomo ha sempre avvertito qualcosa che lo sovrasta: una forza nascosta e misteriosa, di una personalità autorevole: Dio il Signore.

Insieme al sentore di tanta grandezza, vi è sempre stata anche una presa di coscienza della propria miseria e debolezza ; e queste lo costringe a gettarsi in ginocchio in un atteggiamento di resa, di umiliazione e di adorazione, che è anche di riverenza.

Quest'opera la compie il Signore nel cuore dell’uomo, rendendolo, (malgrado il peccato), ancora sensibile alla Sua autorità e signoria.

Oggi la maggior parte degli uomini è lontana dal Signore; hanno sepolto nel materialismo e nella ribellione, ogni sentimento di timore e di riverenza verso di Lui ; e quello che vi è rimasto, è più una disputa tra filosofia e teologia, che non una azione che sale dallo Spirito Santo, nei loro cuori, di gratitudine a Dio, da cui deriva ogni vera adorazione!

L’adorazione è uno dei fatti che: ne la teologia, ne la filosofia, ne alcun altra disciplina, potranno mai spiegare, perché è un miracolo spirituale. E' un flusso inspiegabile che corre dall'uomo verso Dio.

 

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Qual è il concetto originale di adorazione ?

Lo troviamo in Es.20:1-3 come un fatto implicito; in seguito, poi, diventerà un fatto esplicito: "Allora Dio pronunziò tutte queste parole: Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me. Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano"

Poi nella conferma dell'alleanza, in Es.34:14, dice esplicitamente: "tu non adorerai altro dio, perché il SIGNORE, che si chiama il Geloso, è un Dio geloso. "! In Mt.4:10, rispondendo al diavolo che lo tentava, Gesù disse : "Adora il Signore Iddio tuo e a Lui solo rendi il culto". E in Gv.4:23, parlando alla samaritana, al pozzo di Giacobbe, disse ancora : "i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede".

Nonostante la conoscenza della volontà di Dio, dobbiamo confessare e riconoscere la nostra ignoranza sull'adorazione e la scarsa esperienza che abbiamo di essa.

 

In cosa consiste l'adorazione ?

Vediamo come hanno fatto gli uomini di Dio nell’Antico Testamento:

1º Nel Sl.95:6 si legge : "Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti al SIGNORE, che ci ha fatti". Adorare è inchinarsi e inginocchiarsi davanti all’Eterno che ci ha fatti; gettarsi ai Suoi piedi in segno di riverenza e accettazione, qualunque sia, la Sua volontà.

2º Nel Sl.132:7 siamo invitati ad andare nella Sua dimora. Cioè: vederlo nel Suo regno, considerando chi Egli è, vedendoLo attraverso quanto ci ha rivelato... e : adorarLo, "davanti allo sgabello dei Suoi piedi". E Mt.5:35 ci dice : "la terra è lo sgabello dei Suoi piedi", cioè, il Suo creato che glorifica le Sue infinite virtù : potenza, saggezza, giustizia, ricchezza, arte, poesia, armonia. Se ci interroghiamo su tanta magnificenza, troveremo grandi motivi per adorarLo!

3º Nel Sl.29:1-2 dice : "date all'Eterno la gloria dovuta al Suo santo nome. Con santa magnificenza bellezza splendore, Gloria". Il Suo nome è l'Eterno il Signore, cioè : Colui che è in ogni tempo!..

Nelle nostre espressioni di adorazione, quello che vale è ciò che esce dal cuore, dalla nostra debolezza, non dalla mente colta e forbita, ma dalla nostra fede; non vale la grammatica. Nulla è superfluo : il canto non è sprecato, le lodi non sono mai fuori luogo, anche se scorrette da un punto di vista culturale. In realtà non avremo mai aggettivi sufficientemente adatti a lodare Dio. Riconoscendo la nostra povertà di espressione, metteremo l’enfasi sulla Sua grandezza. Spero di non essere frainteso. Forse è meglio se ripeto questo pensiero con le parole dell’Apostolo Paolo di 2Cor.12:10 dove dice: "Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte". Cosa voleva dire qui Paolo: "Quando mi sento sufficiente e forte, davanti a Dio, è allora che sono spiritualmente fiacco!". Quindi non è possibile, nella lode, superare i meriti che pensiamo di avere.

L'adorazione è dunque sempre limitata e proporzionata alla visione che abbiamo del Signore.

Nella lode, il credente acquista sicurezza e viene fortificato nella fede perché percepisce che : il Signore è tutto, e lui non è nulla !..

4º Il v 9 del Sl.99 dice : "Esaltate il SIGNORE, il nostro Dio, e adorate sul suo monte santo, perché il SIGNORE, il nostro Dio, è santo". Lo si adora, dunque, esaltandoLo sul monte della Sua santità.

Il Monte della Sua Santità qui, sta per il terreno Santo su cui ci troviamo. Dobbiamo dunque, salire verso di Lui, togliendoci i calzari dai piedi, come Mosè sul monte Oreb, perché quel terreno è Santo !..

Esaltare, vuol dire : innalzare, vantare magnificare con lode; decantare. Perché ? perché è Santo, trascende noi. E’ immenso e stupendo meraviglioso, in tutti i Suoi attributi. La lode e l'esclamazione, sono strappate dal cuore dell'uomo onesto e sincero che Lo contempla.

Oggi, noi siamo venuti qui con questo scopo, con la gioia, il canto, la preghiera, la riflessione intima o a voce alta.

5º Vediamo ancora nel Sl.5:7 che è necessario entrare nella casa dove Egli abita. Dice : "Ma io, per la tua grande bontà, potrò entrare nella tua casa; rivolto al tuo tempio santo, adorerò con timore".

Cioè andare là dove Egli dimora !.. Ahimè, Come fare ?

Ufficialmente è il Tempio, l’abitazione in cui Dio si manifestava al popolo. Là si manifestava anche la Sua Gloria. Si è potuto udire la Sua voce potente, autorevole, rassicurante. Si poteva contemplare la Sua gloria attraverso la sontuosità della casa. Si poteva respirare il profumo della Sua santità !..

In 2Cor.6:16 è scritto : "...poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente". Ecco dunque dove e come : dentro di noi !..

Noi oggi, separati dal mondo, sottomessi allo Spirito Santo, possiamo adorarLo e contemplarLo mediante la meditazione delle Scritture, la preghiera, essendo alla Sua presenza, nel Suo tempio! E li troviamo le radici dell’adorazione.

Che parole meravigliose quelle del testo letto! "Oh quanto sono amabili le tue dimore, Signore..." ; Amabili !.. capite ?

Ecco, l’adorazione presuppone il fatto che in Dio non ci sono problemi, ma ricchezza e pienezza di ogni bene!

La fede fa sprigionare dal cuore del credente, il profumo della lode e dell'adorazione.

Cerchiamo di capirlo: noi siamo relativi e limitati in tutto; in noi c’è:

  • Penuria e povertà. Abbiamo bisogno di tutto.
  • Debolezza e incapacità ad agire e a migliorarci.
  • Ignoranza della realtà; non comprendiamo che : solo un soffio.
  • Peccato, malattie, pentimenti, sorprese ci limitano in tutto.
  • La vita breve, che finisce nel sepolcro, la dimora del nostro corpo!

Si può dire lo stesso di Dio ? NO ! In Lui c’è:

Ricco, immenso, Salomone interrogandosi sul tempio che aveva progettato come abitazione del Signore, ha detto perplesso in 1Re 8:27: "Ma è proprio vero che Dio abiterà sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non ti possono contenere; quanto meno questa casa che io ho costruita!". Si, Il Signore :

Contemplando così, il Signore, ai Suoi piedi, siamo rapiti dal Suo Spirito, dalla Sua grandezza e magnificenza e spinti ad adorarLo.

L'adorazione, così non è una farsa o recita, e neppure un'abitudine, ma una forza impetuosa che vuole esprimersi per esaltarLo.

L'adorazione nasce proprio da questo confronto: considerando i miei limiti con i Suoi infiniti assoluti! Se pure riusciamo a comprenderli nella loro totalità.

AdorarLo non è chiederGli qualcosa, o intercedere, come spesso facciamo, ma parlare di Lui, della Sua bontà, magnificenza, santità.

In una parola è: dare a Dio il meglio che Egli stesso ci ha dato, (nel senso di rivelato) ed esprimerlo in meraviglia ed esultanza davanti a Lui.

Perciò, l'adorazione, dipende da quanto siamo in comunione con Lui!

Ma come possiamo avvicinarci al trono di Dio ?

Dice Paolo (2Cor.9:15) "ringraziato sia Dio del suo dono ineffabile".

Il dono ineffabile di Dio è il Signor Gesù. E' un dono che supera la logica e la razionalità per poterlo descrivere. In Cristo, dunque, siamo avvicinati a Dio. Lui ci purifica dai peccati e ci mette così nella possibilità di accostarci al trono della grazia, di vederLo, capirLo, di udire la Sua voce, di vedere le Sue meraviglie. Ci offre: il perdono !.. Egli è la "propiziazione" per i nostri peccati! (Rm.3:25)

Perciò, il Suo dono ci porta a ringraziarLo. Perché è Lui che ci ha portati al Valico della pace con Dio. E qui, siamo invitati a contemplarLo, a sondare il Suo carattere, la Sua ricca e potente personalità.

L’adorazione dunque, perché possa essere accettata da Dio, passa per la croce!.. Ma attenzione : l'adorazione non è vincolata ai simboli: I simboli ci conducono al ringraziamento per ciò che ci è stato dato in Cristo: la salvezza, ma l'adorazione, direi che è molto di più.

Si adora perché tutte le riunioni sono anche di adorazione, come pure quelle di preghiera. I simboli ci aiutano solo a passare da una presa di coscienza al ringraziamento e dal ringraziamento all'adorazione. Ecco perché "adorare in ispirito", non ha bisogno né di un luogo né di qualcosa di materiale, (i simboli), perché in Spirito sono dentro di noi, perché Dio è Spirito, e la Sua gloria è al disopra della materia.

Le Sue componenti e le Sue perfezioni sono spirituali, perciò si possono percepire soltanto per rivelazione.

Si tratta perciò di entrare nel Suo Santuario spirituale, un regno di spirito, ma di verità, cioè reale: non meno reale di quanto lo sia la materia.

Il Signore ci dia di essere dei veri adoratori, prendendo atto che per essere tali, dobbiamo passare "attraverso" la Croce di Cristo; vi chiederete perché ho usato il termine "attraverso" !.. Ebbene, lì, ai piedi della Croce, nel punto più basso di essa, c’è come una porticina della grandezza giusta per passare una persona, è di là che dobbiamo "attraversarla", non passando da un lato o dall’altro. È questo il passaggio che porta alla redenzione, il "mar rosso" delle nazioni. Solo che per attraversarla dobbiamo umiliarci, abbassarci, inginocchiarci. Poi, non possiamo portarci nulla dietro, nell’attraversarla ; dobbiamo lasciare tutto lì, ai piedi d’essa, perché lo spazio del passaggio, è giusto a misura di chi vuol passare. Perciò, ai piedi di Gesù dobbiamo aver lasciato, non solo gli ingombranti oggetti materiali, cui possiamo essere affezionati, ma anche soggetti di nome astratto che tengono in ostaggio la nostra anima: il peccato, l’orgoglio, l’egoismo, la furbizia, la malizia e cose simili.

Così possiamo essere accettati da Dio, e quindi possiamo comparire gioiosi davanti al trono della Sua Grazia per adorare!